Sorpreso e amareggiato. Giovanni Gaglio è preside dell’Istituto Agnesi di via Tabacchi dove nel luglio del 2004 era stata programmata una classe di sole ragazze egiziane che altrimenti sarebbero state costrette a tornare al loro paese per continuare gli studi, oppure abbandonare la scuola. Da dietro la scrivania contesta la proposta di istituire le cosiddette «classi ponte» per gli immigrati neoiscritti. Un’iniziativa che aveva lo scopo di superare un ghetto intollerabile com’era la pseudo scuola di via Quaranta. «È proprio il contrario di quello che noi volevamo fare – dice – perché il nostro obiettivo era quello di garantire il diritto allo studio a dei minorenni.
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