Lui sbuffa, sposta nervosamente i fogli che ha appoggiato su una scrivania che gli sta stretta, scalcia mostrando raffinati mocassini che escono, come le sue gambe, da sotto il tavolo, e sbuffa di nuovo.
Senza i prestiti della Banca Mondiale, il petrolio di Chavez, il commercio con i paesi vicini, i beni di consumo che arrivano dagli Stati Uniti con il trattato di libero scambio’
Che l’abbiano fatta grossa per sbarazzarsi del “traditore”, di Zelaya, uno di loro, un membro dell’oligarchia che da sempre domina gli affari dell’Honduras, passato al nemico – dicono – per ambizione di potere.
Ma si rende conto che lei è diventato presidente grazie all’intervento dei militari e ad una lettera di dimissioni di Zelaya che è evidentemente falsa’
Fonte: www.repubblica.it